Nel mio ultimo post ho descritto le prime due fasi di lavoro, quella di “pulitura” del file 2D e della sua successiva importazione e prima modellazione in ArchiCAD.
Oggi mi dedicherò invece alla terza e penultima, quella di importazione del file 3D.
::Terza fase – importazione del file 3D
Il maggiore problema, lo step più arduo in tutta la fase di elaborazione è riuscire a selezionare il formato di interscambio che vada bene ad ArchiCAD e 3D Studio.
Sin dagli albori, 3D Studio ha sempre utilizzato il formato 3DS per l’interscambio tra le varie versioni del suo programma. Ho dunque approfittato del plug-in di esportazione su ArchiCAD (da installare a parte) per salvare il mio modello 3D nel formato di interscambio comune.
Da esperienze passate so che quando si salva in formato 3DS non si possono modellare entità 3D con troppe facce o vertici. Nel momento dell’esportazione alcune mesh vengono suddivise in unità più piccole oppure addirittura non esportate se troppo complesse. Ed è per questo motivo che ho deciso – se ben ricordate – di non inserire nella fase precedente l’arredo da giardino e gli alberi.
Come prima operazione ho settato le unità di misura per non avere sorprese ed essere sicuro che le mesh fossero mportate con il numero di vertici e di facce corretto. Se si sbaglia unità di misura spesso alcuni vertici troppo vicini tra loro vengono saldati tra loro senza possibilità di recuperarli creando spigoli assolutamente non desiderati.
Una volta controllato il modello comincia l’operazione di associazione dei primi macro materiali/texture (mattoni di facciata, intonaco, erba, coppi) che influenzeranno la luce e le riflessioni. Si passa poi alla poszione della DayLight il sistema di luce “salva render” di 3D Studio. Visto che è un render architettonico e non sono rischieste viste d’interno, ma solo esterne, questo sistema è quello che in teoria mi dovrebbe far risparmiare molto tempo.
Ho utilizzato come motore di rendering l’ottimo Mental Ray e ho dovuto gestire al meglio DayLight, Finale Gather, Exposure Control. Sotto queste tre parole si nascondono una serie di settaggi (non molti) che fanno la differenza tra un render e un BEL render.
Su ordine dell’architetto ho completato il progetto con poco arredo da giardino ma molti alberi e qualche auto. Ho dunque recuperato dalla mia libreria ombrelloni, sedie, alberi e auto.
Ho posizionato le telecamere per le viste finali e…
Si passa alla fase di renderizzazione! Di cui però vi parlerò nel prossimo e ultimo post!









